Nel cuore di Genova, tra le sale affrescate di Palazzo Ducale, si svolge ogni due anni un evento che mescola tradizione, passione e una sana competizione: il Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio. Cento concorrenti, mortaio e pestello, quaranta minuti di tempo e un solo obiettivo: creare il pesto perfetto che conquisti una giuria di trenta esperti esigenti.
Non è solo una gara culinaria. È la celebrazione di un simbolo gastronomico che ha conquistato il mondo, un rito collettivo che unisce genovesi doc e appassionati arrivati dal Giappone, dal Brasile, dagli Stati Uniti. È la dimostrazione che dietro una salsa apparentemente semplice si nasconde un universo di tecnica, sensibilità e tradizione millenaria.
Le Origini: Quando Nacque l’Idea
Il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio nasce nel 2007 dall’intuizione di Roberto Panizza, imprenditore genovese del settore alimentare, produttore di pesto, ristoratore e fondatore dell’Associazione Culturale Palatifini. L’idea era tanto semplice quanto ambiziosa: creare un evento che valorizzasse il pesto genovese autentico, quello fatto rigorosamente a mano nel mortaio di marmo con il pestello di legno, in un’epoca in cui la produzione industriale stava offuscando la ricetta tradizionale.
Inizialmente l’evento aveva cadenza annuale, ma come racconta lo stesso Panizza: “Dopo un po’ ci siamo resi conto che ci stavamo dietro praticamente a tempo pieno e allora l’abbiamo reso biennale”. Una scelta saggia che ha permesso all’organizzazione di crescere in qualità, espandendosi a livello internazionale.
Dal 2019, il marchio del Campionato è stato acquisito dalla Camera di Commercio di Genova, che ne ha garantito la continuità e il supporto istituzionale, trasformandolo in uno degli eventi di promozione del territorio più importanti della Liguria.
Il format: Come funziona il Campionato
Le Gare Eliminatorie
Prima di arrivare alla grande finale di Palazzo Ducale, i concorrenti devono superare le gare eliminatorie che si svolgono in giro per il mondo. Negli anni, queste selezioni hanno toccato luoghi impensabili: da Londra a New York, da Tokyo a San Paolo, da Parigi a Johannesburg.
Le eliminatorie seguono spesso eventi di promozione della Liguria, come le tappe dell’Ocean Race (la prestigiosa regata velica internazionale), durante le quali Genova porta il suo pesto in giro per il mondo. Nel 2024, le gare eliminatorie sono state ben 24, di cui 13 in Italia e 11 all’estero, coinvolgendo 33 paesi diversi nelle varie edizioni.
Vincere un’eliminatoria garantisce il pass per la finale mondiale. Chi non riesce a partecipare alle selezioni può iscriversi direttamente, ma c’è una lunga lista d’attesa: per l’edizione 2024, oltre 180 candidati si sono contesi i 100 posti disponibili.
La Finale: Un Sabato Indimenticabile
La finale si svolge tradizionalmente un sabato di marzo, nel maestoso Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. L’atmosfera è elettrizzante: pubblico assiepato, telecamere, fotografi e 100 postazioni identiche disposte in fila, ciascuna con gli stessi ingredienti nelle stesse quantità.
Gli ingredienti ufficiali del Campionato sono:
- Basilico Genovese DOP (in mazzetti freschi)
- Olio extravergine di oliva della Riviera Ligure DOP
- Parmigiano Reggiano DOP grattugiato
- Pecorino Fiore Sardo DOP grattugiato
- Aglio di Vessalico (presidio Slow Food)
- Pinoli del Mediterraneo
- Sale Marino di Trapani
L’unica eccezione all’uniformità degli strumenti? Il mortaio e il pestello. Ogni concorrente può portare il proprio, spesso pezzi di famiglia tramandati da generazioni, con storie e sentimenti legati a nonne e bisnonne. Come spiega Panizza: “È come nel tennis: il campo è uguale per tutti, ma la racchetta ciascuno ha la sua”.
Le Fasi della Gara
La competizione si articola in due fasi:
Mattina – Prima Tornata: I 100 concorrenti si sfidano contemporaneamente. Hanno 40 minuti per preparare il loro pesto. La giuria di 30 esperti (chef, gastronomi, giornalisti enogastronomici, food blogger) assaggia tutti i pesti e seleziona i migliori 10.
Pomeriggio – Finalissima: I 10 finalisti ricominciano da zero, preparando nuovamente il pesto davanti al pubblico e alle telecamere. La tensione è palpabile. Ogni movimento viene scrutinato, ogni profumo analizzato. Al termine, la giuria decreta il vincitore.
I criteri di valutazione sono cinque:
- Manualità e tecnica di preparazione
- Aspetto e colore del pesto
- Finezza della macinatura
- Consistenza
- Sapore complessivo ed equilibrio degli ingredienti
I Vincitori e i Protagonisti
Mattia Bassi: Il Campione del Mondo 2024
L’edizione 2024, la decima dalla nascita del Campionato, ha incoronato Mattia Bassi, ingegnere navale genovese di 56 anni, residente nel quartiere di Acquasanta. La sua vittoria è stata emozionante: quando il suo nome è stato proclamato, la moglie ha urlato di gioia mentre la figlioletta è scoppiata in lacrime di felicità.
Il segreto del suo pesto vincente? Una tecnica tramandatagli dalla nonna Rosetta: “Pesto prima l’aglio e i pinoli insieme, poi li metto da parte perché altrimenti fanno effetto cuscinetto e le foglie di basilico alla fine non risultano ben macinate”. Una saggezza antica che ha fatto la differenza.
Bassi ha utilizzato il mortaio della nonna, del 1907, un cimelio di famiglia che continuerà a usare nonostante il prezioso premio ricevuto: un pestello in legno con manico cerchiato d’oro del valore di 2.000 euro. “Bellissimo, ma per fare il pesto forse continuo ad usare il mio”, ha commentato con tipica understatement genovese.
Il campione ha raccontato di essersi preparato per mesi, documentandosi sui dettagli vincenti e sottoponendo la famiglia a un “tour de force di degustazioni”. La dedizione ha pagato.
Gli altri protagonisti del 2024
Oltre al vincitore, l’edizione 2024 ha celebrato altri personaggi speciali:
Maria Carbone, 90 anni, di Davagna (entroterra genovese), la concorrente più anziana, veterana del Campionato che dimostra come la passione per il pesto non abbia età.
Kelly Rocha, brasiliana proveniente da Itajaí, nel sud del Brasile, è la concorrente arrivata da più lontano (9.846 chilometri da Genova). Ha vinto un’eliminatoria durante le tappe dell’Ocean Race, portando l’amore per il pesto genovese dall’altra parte del mondo.
Nicolò Di Girolamo, 23 anni, studente e rapper romano, è il concorrente più giovane, simbolo di come le nuove generazioni si stiano appassionando a questa tradizione.
I 100 finalisti erano composti per il 65% da uomini e il 35% da donne, con un’età media di 51 anni. Tra loro, professionisti di ogni tipo: ingegneri, medici, cuochi, manager, artigiani, insegnanti, tutti uniti dalla passione per il pesto.
Curiosità e Aneddoti del Campionato
Il Robot dell’IIT
Una delle curiosità più affascinanti del Campionato è stata la partecipazione, nell’edizione 2022, del Robot Bimanuale dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Questo robot umanoide è in grado di apprendere i movimenti umani attraverso l’imitazione, senza bisogno di programmazione.
L’esperimento “Io Robot faccio il Pesto con il Mortaio” ha dimostrato come anche l’intelligenza artificiale possa apprendere gesti antichi. Il robot ha effettivamente preparato il pesto seguendo la tecnica tradizionale, anche se ovviamente non ha potuto competere con il “sesto senso” dei concorrenti umani.
Pestello, la Mascotte
Dal 2022, il Campionato ha una mascotte ufficiale: Pestello, un simpatico personaggio creato dal fumettista Angelo Lucio De Giuseppe. Pestello rappresenta il pesto genovese in tutto il mondo, con le sue avventure illustrate che raccontano la storia e la tradizione di questa salsa iconica.
L’Edizione Digitale del 2021
Durante la pandemia di COVID-19, il Campionato non si è fermato. Nel 2021 si è tenuta un’edizione digitale straordinaria, con 25 concorrenti che si sono sfidati online dalle proprie case, collegati in streaming. Un’esperienza unica che ha dimostrato la capacità dell’evento di adattarsi anche alle situazioni più difficili.
Il Pesto Party
Ogni edizione del Campionato si conclude con il Pesto Party, una festa organizzata dall’associazione Genova Liguria Gourmet dove ristoratori e chef propongono piatti creativi che utilizzano il pesto oltre al classico abbinamento con la pasta: pesto su pesce, carne, verdure, persino dolci. Un’esplorazione delle infinite possibilità culinarie di questa salsa versatile.
I Mortai Antichi
Durante il Campionato viene allestita una mostra di mortai antichi appartenuti a famiglie genovesi. Alcuni risalgono all’Ottocento, pezzi di marmo levigato dall’uso di generazioni, testimoni silenziosi di migliaia di pesti preparati. Vedere questi cimeli accanto ai moderni concorrenti crea un ponte emozionante tra passato e presente.
Gli Eventi Collaterali: Una Settimana di Pesto
Il Campionato non è solo la gara finale. È un evento diffuso che si articola in una settimana ricca di iniziative:
Il Campionato dei Bambini
Una delle iniziative più tenere è il Campionato dei Bambini, organizzato dal Consorzio del Basilico Genovese DOP. Circa 40 bambini (2 per mortaio) preparano il pesto sotto la guida di “giudici di poco più adulti”. Non è una competizione, ma un momento educativo e divertente per tramandare la tradizione alle nuove generazioni.
Incontri e Conferenze
Nella Sala della Trasparenza della Regione Liguria, in Piazza De Ferrari, vengono organizzati incontri tematici:
- Studi scientifici sul basilico (analisi al microscopio delle foglie)
- Ricerche sul “pesto perfetto” basate su questionari ai partecipanti
- Marketing internazionale del pesto genovese
- Sostenibilità e DOP liguri
- La competizione dei “non-pesti” industriali
Pesto Last Minute
Per i concorrenti stranieri e i neofiti, viene offerto un servizio di formazione dell’ultimo minuto: lezioni pratiche su come si prepara il vero pesto al mortaio, con dimostrazioni e possibilità di allenarsi prima della gara.
Settimana dei Ristoratori
I ristoratori liguri partecipano con la “Settimana del Pesto”, proponendo menù speciali che utilizzano il pesto “oltre la pasta”, esplorando abbinamenti creativi e contemporanei.
Visite Guidate
Vengono organizzate visite all’Orto Botanico di Genova, passeggiate nel centro storico tra le botteghe artigiane, degustazioni di prodotti DOP liguri (olio, vino, formaggi), creando un’esperienza completa del territorio.
Il Significato Culturale: Difendere il Made in Italy
Il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio va ben oltre l’aspetto ludico. È diventato uno strumento fondamentale per la tutela del vero pesto genovese e la lotta contro imitazioni e prodotti di bassa qualità.
La Ricetta Ufficiale
La ricetta utilizzata nel Campionato è diventata il modello di riferimento globale per il pesto autentico. Questo ha contribuito a disegnare il perimetro di “cosa è e cosa non è Pesto Genovese”, creando consapevolezza nei consumatori.
La battaglia contro i “Non-Pesti”
Il mercato mondiale del pesto è invaso da prodotti che portano questo nome ma che poco hanno a che fare con l’originale: salse industriali piene di conservanti, “pesti” senza basilico genovese DOP, prodotti dove l’aggettivo “genovese” viene omesso per banalizzare l’origine.
Il Campionato, con la sua visibilità mediatica internazionale (è stato trasmesso anche nella serie CNN “Searching for Italy” condotta dal premio Oscar Stanley Tucci), contribuisce a educare il pubblico mondiale sulla differenza tra il vero pesto e le imitazioni.
L’Effetto Grilletto
Come definito dagli organizzatori, il Campionato ha generato un “effetto grilletto”: ha dato voce e immagine all’intero territorio ligure e alle sue eccellenze (basilico DOP, olio DOP, aglio di Vessalico, formaggi), creando un sistema virtuoso di promozione.
I Numeri del Successo
In 17 anni di storia, il Campionato ha raggiunto risultati impressionanti:
- 33 paesi toccati dalle gare eliminatorie
- Centinaia di concorrenti da tutto il mondo
- Migliaia di spettatori nelle varie edizioni
- Copertura mediatica in oltre 50 paesi
- Crescita del 7% della comunicazione internazionale del pesto rispetto ad altre salse
Il pesto genovese è oggi la seconda salsa più famosa al mondo dopo quelle a base di pomodoro, e il Campionato ha contribuito significativamente a questo risultato.
Come Partecipare
Chi volesse cimentarsi in questa avventura può partecipare alle gare eliminatorie che iniziano subito dopo ogni edizione mondiale. L’undicesima edizione del Campionato Mondiale è prevista per il 21 marzo 2026.
Per iscriversi alle eliminatorie o alla finale (se ci sono posti disponibili), è possibile contattare l’organizzazione tramite il sito ufficiale www.pestochampionship.it o scrivendo a segreteria@pestochampionship.it.
Non servono titoli o qualifiche particolari: basta la passione per il pesto e la voglia di mettersi in gioco. Come dimostrano i vincitori delle varie edizioni, non sono necessariamente chef professionisti a trionfare, ma persone che hanno imparato dai nonni, che si sono allenate con dedizione, che hanno rispettato la tradizione aggiungendo il proprio tocco personale.
L’Arte di Fare il Pesto: Segreti e Tecniche
Anche se non esiste un metodo codificato (ognuno ha il suo), i concorrenti del Campionato hanno condiviso negli anni alcuni segreti:
La scelta del basilico: Le foglie devono essere piccole, profumate, senza macchie. Si staccano delicatamente dal gambo.
L’ordine degli ingredienti: Qui le tecniche divergono. Alcuni pestano prima aglio e pinoli, altri preferiscono il basilico all’inizio. Mattia Bassi ha vinto pestando prima aglio e pinoli per evitare l'”effetto cuscinetto”.
Il movimento del pestello: Non si tratta di pestare brutalmente, ma di un movimento rotatorio che schiaccia e lacera le foglie, liberando gli oli essenziali senza scaldarle troppo.
L’aggiunta dell’olio: Alcuni lo aggiungono durante la lavorazione, altri solo alla fine. L’importante è amalgamare bene.
Il tocco finale: I formaggi vanno aggiunti per ultimi e amalgamati delicatamente per non appesantire il pesto.
Il tempo: Quaranta minuti nel Campionato, ma a casa si può impiegare anche un’ora. La fretta è nemica del buon pesto.
Conclusione: Più di una Gara, una Celebrazione
Il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio è diventato molto più di una competizione culinaria. È una celebrazione della tradizione, un momento di incontro tra culture diverse unite dall’amore per il cibo autentico, un’occasione per tramandare saperi antichi e per difendere l’identità gastronomica ligure in un mondo globalizzato.
Ogni colpo di pestello nel mortaio è un gesto che si ripete da secoli nelle case genovesi, un rituale che connette il presente con il passato. Ogni foglia di basilico schiacciata libera profumi che raccontano di serre a Prà, di venti marini, di terra ligure baciata dal sole.
E quando, alla fine della gara, il vincitore solleva il suo pestello d’oro, non celebra solo una vittoria personale, ma il trionfo di una tradizione che continua a vivere, a evolversi, a conquistare il mondo un mortaio alla volta.
Perché il vero segreto del pesto genovese non sta solo negli ingredienti o nella tecnica, ma nell’amore con cui viene preparato, nella pazienza di seguire gesti antichi, nel rispetto per una ricetta che è patrimonio dell’umanità intera, anche se è nata tra i caruggi di Genova e le colline che guardano il mare.
Articolo pubblicato da Stiletricolore





