Nel cuore verde dell’Umbria, tra le montagne dell’Appennino umbro-marchigiano, si nasconde un borgo che sembra uscito da una fiaba: Rasiglia, una frazione del comune di Foligno che con i suoi ruscelli, ponticelli e case in pietra ha conquistato il soprannome di “Venezia dell’Umbria” o “Piccola Venezia umbra”.
Se state cercando un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove l’acqua cristallina scorre tra le viuzze acciottolate e dove la storia si respira ad ogni angolo, allora Rasiglia è la destinazione perfetta per voi. Preparatevi a scoprire un gioiello nascosto che sta conquistando sempre più viaggiatori in cerca di autenticità.
La Storia di Rasiglia: Tra Acqua e Antiche Tradizioni
Origini Medievali
Le origini di Rasiglia affondano nel Medioevo, anche se alcuni ritrovamenti archeologici suggeriscono insediamenti ancora più antichi. Il borgo si sviluppò intorno all’anno Mille, quando divenne un importante punto di passaggio lungo la via che collegava il Valico della Spina a Foligno.
Il nome “Rasiglia” deriverebbe dal latino “Rasus” (raschiato, liscio), probabilmente in riferimento alle rocce levigate dall’acqua che caratterizzano il territorio. Un’altra teoria collega il nome alla parola “Rasa”, che in dialetto locale indica proprio i corsi d’acqua.
Il Borgo dell’Acqua
Ciò che ha reso Rasiglia unica nel corso dei secoli è stata proprio l’abbondanza d’acqua. Il borgo è attraversato dal torrente Menotre e da numerose sorgenti naturali che alimentano ruscelli e canali che scorrono letteralmente tra le case, sotto i ponticelli e lungo le stradine.
Quest’acqua non era solo un elemento decorativo: per secoli è stata il motore economico del borgo. Fino agli anni ’50 del Novecento, Rasiglia ospitava diversi opifici idraulici: mulini per macinare il grano, gualchiere per la lavorazione della lana, tintorie e filande che sfruttavano la forza motrice dell’acqua.
Lo Spopolamento e la Rinascita
Come molti borghi appenninici, Rasiglia ha vissuto un drammatico spopolamento nel secondo dopoguerra. Negli anni ’60 e ’70, la chiusura degli opifici e l’abbandono delle attività agricole tradizionali portarono molti abitanti a trasferirsi nelle città in cerca di lavoro.
Il borgo rischiò di diventare un paese fantasma, con case abbandonate e ruscelli dimenticati. Ma negli ultimi anni, grazie alla passione di un gruppo di abitanti e all’interesse crescente per il turismo sostenibile e i borghi storici, Rasiglia ha vissuto una vera e propria rinascita.
Oggi il borgo è stato restaurato con grande rispetto per l’architettura originale, i ruscelli sono stati ripuliti e valorizzati, e Rasiglia è diventata una meta ambita per chi cerca autenticità e bellezza lontano dalle rotte turistiche tradizionali.
Curiosità e Leggende di Rasiglia
La Sorgente del Capovento
Una delle curiosità più affascinanti di Rasiglia riguarda la sorgente del Capovento, situata poco fuori dal borgo. Questa sorgente, che alimenta buona parte dei ruscelli del paese, ha una particolarità: l’acqua sgorga a una temperatura costante di circa 10°C durante tutto l’anno, anche nei mesi più caldi dell’estate.
Gli abitanti raccontano che in passato le donne del borgo utilizzavano queste acque fredde come una sorta di “frigorifero naturale”, immergendovi bottiglie e alimenti per mantenerli freschi durante l’estate.
I Ponticelli degli Innamorati
Rasiglia conta ben 15 ponticelli in pietra che attraversano i vari corsi d’acqua. Secondo una leggenda locale, le coppie di innamorati che attraversano tutti i ponti del borgo tenendosi per mano sono destinate a un amore eterno. Non c’è da stupirsi che Rasiglia sia diventata una location popolare per servizi fotografici di matrimonio!
Il Terremoto del 1997
Una curiosità più recente riguarda il terremoto che colpì l’Umbria e le Marche nel 1997. Mentre molti borghi della zona subirono danni gravissimi, Rasiglia resistette sorprendentemente bene. Gli esperti attribuiscono questa resilienza alla particolare tecnica costruttiva medievale e alla presenza dell’acqua che, secondo alcuni studi, avrebbe “ammortizzato” le onde sismiche.
Penelope e il Telaio
Tra le case di Rasiglia, fino a pochi decenni fa, si potevano ancora vedere anziane tessitrici al lavoro sui telai tradizionali. Una di queste, soprannominata affettuosamente “Penelope” dagli abitanti, continuò a tessere fino a oltre 90 anni, mantenendo viva una tradizione millenaria. Oggi, durante le feste del borgo, è possibile assistere a dimostrazioni di tessitura antica.
Cosa Vedere a Rasiglia: I Luoghi Imperdibili
Il Centro Storico e i Ruscelli
Il cuore di Rasiglia è il suo centro storico, un labirinto affascinante di viuzze strette, case in pietra rosa e grigia, e soprattutto ruscelli che scorrono ovunque. Passeggiate senza una meta precisa sono il modo migliore per scoprire il borgo: ad ogni angolo scoprirete un nuovo ponticello, una cascatella, un angolo fotografico mozzafiato.
Non perdetevi Piazza Umberto I, la piazzetta principale dove si affacciano alcune delle case più belle e dove spesso vengono organizzati eventi e mercatini. Da qui parte la via principale che attraversa il borgo, costeggiata da ruscelli su entrambi i lati.

La Chiesa della Madonna delle Grazie
Appena fuori dal centro storico si trova la Chiesa della Madonna delle Grazie, un piccolo edificio sacro che risale al XVII secolo. L’interno, semplice ma raccolto, conserva alcuni affreschi interessanti e una statua lignea della Madonna molto venerata dagli abitanti.
La chiesa si trova in una posizione panoramica da cui si gode una bella vista sulla valle circostante.
Gli Antichi Opifici
Uno degli elementi più affascinanti di Rasiglia sono i resti degli antichi opifici idraulici. Alcuni sono stati restaurati e trasformati in piccoli musei o spazi espositivi dove è possibile vedere gli antichi macchinari mossi dall’acqua.
Il Museo del Tessile ospitato in un’antica gualchiera mostra telai, attrezzi per la lavorazione della lana e pannelli che raccontano l’importanza di quest’attività per l’economia locale. Potrete capire come funzionavano le “gualchiere”, macchine che utilizzavano la forza dell’acqua per follare i tessuti.
Le Fonti e le Sorgenti
Intorno al borgo si trovano diverse sorgenti naturali che meritano una visita. Oltre alla già citata sorgente del Capovento, non perdetevi la Fontana Vecchia, una fonte pubblica in pietra dove per secoli gli abitanti hanno attinto acqua potabile.
Lungo il sentiero che porta alle sorgenti troverete anche alcune vasche di pietra antiche, un tempo utilizzate per il lavaggio dei panni e della lana.
Il Sentiero del Menotre
Per gli amanti della natura e del trekking, il sentiero lungo il torrente Menotre offre un’esperienza straordinaria. Questo percorso di circa 3 chilometri (andata) si snoda tra boschi di lecci e roverelle, cascatelle e pozze d’acqua cristallina.
Il sentiero è di difficoltà media e richiede circa 2 ore (andata e ritorno). Lungo il percorso incontrerete anche i resti di antichi mulini e, nella stagione giusta, una vegetazione rigogliosa e fiorita che rende l’esperienza ancora più suggestiva.
Palazzo Comunale e la Torre
Nel borgo si trova anche un interessante palazzo nobiliare che un tempo ospitava le autorità locali. Anche se non sempre aperta al pubblico, la sua facciata in pietra con portale ad arco e finestre rinascimentali merita uno sguardo.
Accanto si trova una piccola torre medievale, uno dei pochi resti delle antiche fortificazioni che proteggevano il borgo.
I Sapori di Rasiglia: Tradizioni Culinarie Umbre
I Piatti Tipici
La cucina di Rasiglia è quella autentica dell’Umbria rurale, basata su ingredienti semplici e genuini, legati alla terra e alle tradizioni contadine.
Gli Stringozzi al Tartufo: Questo formato di pasta fresca tipico umbro (simile a grossi spaghetti irregolari fatti a mano) viene condito con il pregiato tartufo nero della Valnerina. Un piatto semplice ma dal sapore intenso e indimenticabile.
La Crescia: Una sorta di focaccia sottile cotta sul “panaro” (una particolare padella di ghisa), tradizionalmente farcita con erbe di campo, salsiccia o formaggi locali. A Rasiglia la preparano ancora secondo le ricette delle nonne.
Pigeon alla Ghiotta: Piccione cucinato in umido con pomodoro, vino rosso e aromi. Un piatto della tradizione contadina che oggi è considerato una prelibatezza.
Cicerchiata: Il dolce tipico del Carnevale umbro, palline di pasta fritta legate insieme con il miele e decorate con confettini colorati. Ogni famiglia ha la sua ricetta “segreta”.
I Prodotti Locali
L’Olio Extravergine di Oliva DOP Umbria: La zona intorno a Rasiglia produce un olio delicato e fruttato, perfetto per condire a crudo.
Il Pecorino di Norcia: Formaggio stagionato prodotto nelle montagne vicine, dal sapore intenso e leggermente piccante.
La Lenticchia di Castelluccio: Anche se non prodotta direttamente a Rasiglia, questa lenticchia IGP della vicina Piana di Castelluccio è onnipresente nella cucina locale, soprattutto in zuppe e contorni.
Il Vino Montefalco: I vini rossi di Montefalco, in particolare il Sagrantino DOCG, sono il perfetto accompagnamento per i piatti di carne della tradizione.
Dove Mangiare
A Rasiglia e nelle immediate vicinanze troverete piccole trattorie e agriturismi che propongono cucina casalinga umbra. L’atmosfera è sempre familiare, i prezzi onesti e la qualità eccellente. Molti locali utilizzano prodotti a km zero e offrono la possibilità di acquistare specialità locali da portare a casa.
Eventi e Manifestazioni
Penelope a Rasiglia
L’evento più importante è “Penelope a Rasiglia”, una manifestazione che si svolge tra marzo e aprile (le date variano di anno in anno) dedicata all’antica arte della tessitura. Durante questa festa, il borgo si riempie di telai, le tessitrici dimostrano le antiche tecniche di lavorazione, e le vie si colorano di filati e tessuti.
È un’occasione unica per vedere Rasiglia ancora più viva e per acquistare manufatti artigianali di qualità.
Il Presepe Vivente
Durante le festività natalizie, Rasiglia ospita un suggestivo presepe vivente che coinvolge tutto il borgo. I ruscelli illuminati, le case in pietra e gli abitanti in costume d’epoca creano un’atmosfera magica che attira visitatori da tutta Italia.
La Festa della Primavera
Tra aprile e maggio si celebra l’arrivo della bella stagione con mercatini di prodotti locali, musica dal vivo e degustazioni. È il momento perfetto per visitare Rasiglia quando la natura circostante è nel pieno della fioritura.
Informazioni pratiche per visitare Rasiglia
Come Arrivare
Rasiglia si trova a circa 18 km da Foligno. In auto, si raggiunge facilmente percorrendo la SS77 in direzione Colfiorito e seguendo le indicazioni. Da Foligno ci vogliono circa 25 minuti.
Se arrivate in treno, la stazione più vicina è quella di Foligno, da dove potrete prendere un autobus locale o un taxi.
Quando Visitare
Rasiglia è affascinante in ogni stagione, ma i periodi migliori sono:
- Primavera (aprile-maggio): per la natura in fiore e le temperature miti
- Estate (giugno-settembre): per godere della frescura dell’acqua
- Autunno (ottobre-novembre): per i colori del foliage
- Inverno durante le festività: per il presepe vivente
Evitate i fine settimana di alta stagione se cercate tranquillità.
Quanto Tempo Dedicare
Per visitare il borgo con calma bastano 2-3 ore. Se volete fare anche il sentiero del Menotre o visitare i dintorni, calcolate una giornata intera.
Consigli Utili
- Indossate scarpe comode: le stradine sono acciottolate e possono essere scivolose vicino all’acqua
- Portate la macchina fotografica: Rasiglia è un paradiso per gli amanti della fotografia
- Rispettate il borgo: è un luogo abitato, mantenete il silenzio e non disturbate la quiete
- Nei fine settimana estivi può essere affollato: preferite le prime ore del mattino
I dintorni di Rasiglia: cosa vedere nelle vicinanze
Foligno (18 km)
La città di Foligno merita sicuramente una visita. Non perdetevi la Cattedrale di San Feliciano, Palazzo Trinci con i suoi magnifici affreschi e il centro storico con le sue botteghe artigiane.
Spello (25 km)
Uno dei borghi più belli d’Italia, famoso per le sue infiorate durante il Corpus Domini. Le stradine fiorite, le chiese affrescate da artisti rinascimentali e la vista sulla Valle Umbra sono imperdibili.
Bevagna (30 km)
Borgo medievale perfettamente conservato, con la splendida Piazza Silvestri circondata da chiese romaniche e palazzi storici. Durante il Mercato delle Gaite (giugno) il paese torna al Medioevo.
L’Eremo di Santa Maria Giacobbe (8 km)
Un piccolo eremo immerso nei boschi, raggiungibile con una piacevole passeggiata. Luogo di pace e spiritualità con una vista spettacolare.
Montefalco (35 km)
La “Ringhiera dell’Umbria” per il suo panorama a 360 gradi, famosa anche per il vino Sagrantino. Il centro storico conserva splendidi affreschi di Benozzo Gozzoli.
Perché Visitare Rasiglia
Rasiglia non è solo un borgo carino da fotografare per Instagram. È un luogo dove riscoprire il valore della lentezza, dove il suono dell’acqua che scorre sostituisce il traffico cittadino, dove è ancora possibile vedere come si viveva un tempo.
È un posto perfetto per staccare dalla frenesia quotidiana, per passeggiare mano nella mano con la persona amata, per far correre i bambini in sicurezza tra i ponticelli, per assaporare sapori autentici e ascoltare storie di un tempo che fu.
In un’epoca in cui molti borghi rischiano l’abbandono, Rasiglia rappresenta un esempio virtuoso di rinascita rispettosa, dove il recupero architettonico si è sposato con la valorizzazione delle tradizioni e con un turismo sostenibile e consapevole.
Visitare Rasiglia significa sostenere questo modello, contribuire alla sopravvivenza di un pezzo di Italia autentica e portare a casa non solo fotografie, ma anche ricordi di un’esperienza vera, lontana dai circuiti turistici di massa.
Articolo pubblicato da Stiletricolore





