Febbraio è il mese in cui l’inverno mostra il suo lato più generoso. Non quello fatto di freddo pungente e giornate grigie, ma quello ricco di sapori intensi, tradizioni autentiche e tavole imbandite che scaldano il cuore prima ancora dello stomaco. È il mese delle sagre stagionali, quelle feste di paese dove i prodotti tipici dell’inverno diventano protagonisti assoluti e dove ogni piazza, ogni borgo, ogni angolo d’Italia racconta storie di terra, lavoro e passione culinaria. Preparatevi a un viaggio attraverso tre eccellenze che definiscono il gusto di febbraio: la polenta dorata e fumante, il cardo gobbo dalle virtù sorprendenti e il cotechino che porta con sé secoli di tradizione. Zaino in spalla (e appetito acceso), si parte!
La Polenta: L’Oro Giallo delle Montagne e delle Valli
Quando pensiamo alla polenta, l’immagine che ci appare è sempre la stessa: una famiglia riunita attorno a un tavolo di legno, il paiolo di rame fumante al centro, il profumo di farina di mais che riempie la stanza. La polenta non è solo un piatto, è un rito. È convivialità, è memoria, è quella cosa che ti fa sentire a casa anche quando sei lontano mille chilometri.
Febbraio 2026 offre un calendario ricchissimo di sagre dedicate a questo simbolo della cucina popolare del Nord Italia. Partiamo dalle Alpi e scendiamo verso le valli, seguendo l’aroma inconfondibile della polenta che cuoce lentamente, mescolata con pazienza e sapienza.
Festival della Polenta a Temù (Brescia)
Il Festival della Polenta a Temù, in Alta Valle Camonica, è l’evento che inaugura il mese nel modo più goloso possibile. Dal 7 al 22 febbraio 2026, distribuito su tre weekend consecutivi (7-8, 14-15 e 21-22 febbraio), questo borgo montano si trasforma nella capitale della polenta.
La formula è semplice ma geniale: i ristoratori locali propongono menù completi dove la polenta è la regina indiscussa, accompagnata da brasati che si sciolgono in bocca, spezzatini profumati, funghi porcini, formaggi fusi che colano dorati e carni pregiate come il cervo. Ogni ristorante interpreta la tradizione a modo suo, ma tutti condividono lo stesso approccio artigianale: polenta preparata secondo i metodi antichi, girata a mano nel paiolo, e condimenti che utilizzano solo ingredienti del territorio.
Il menù festival costa 25€ (bevande escluse) ed è disponibile anche nei giorni feriali per chi vuole evitare la calca del weekend. Ma la vera magia succede sabato e domenica, quando Piazza Pellegrinaggio (dalle 10.00 alle 19.00) si anima con mercatini artigianali dove potete trovare lavori in legno, ceramiche, tessuti, prodotti gastronomici locali. E per le famiglie c’è il Mago Acky che intrattiene i bambini con spettacoli di magia sabato alle 16:30 e domenica alle 14:30.
Come arrivare: Da Brescia prendete la SS510 fino a Breno, poi proseguite sulla SS42 del Tonale e dello Stelvio direzione Passo del Tonale. Temù è lungo il percorso, ben segnalato. Parcheggi disponibili nel centro e nelle immediate vicinanze.
Consiglio pratico: Prenotate nei ristoranti per il pranzo domenicale, i posti finiscono velocemente. Tra i ristoranti da provare: El Biol (tel. 0364 903815) con polenta, funghi, salsiccia e formaggio fuso; Belotti (tel. 0364 903027) con polenta, brasato, funghi e salsiccia; Veduta dell’Adamello (tel. 0364 903953) che offre cervo, funghi e formaggio fuso.
Sagra della Polenta in Piemonte
Il Piemonte a febbraio vive di polenta e carnevale. A Ozegna (Torino), l’8 febbraio 2026, si celebra il pranzo di chiusura del Carnevale con polenta e merluzzo come piatto forte. L’evento si svolge al Palazzetto dello Sport “Natalina Marena” a partire dalle 12:30, con prenotazione obbligatoria (caparra di 15 euro).
A Viverone, in provincia di Biella, il 7 febbraio la piazza Agorà ospita il Carvé d’Vivrün, festa di Carnevale che unisce sfilate folkloristiche e stand gastronomici con polenta, distribuzione di fagioli grassi e altre preparazioni tipiche del periodo carnevalesco.
Nel Lazio, per chi vuole una fuga fuori porta, Oliveto Sabino (Rieti) e Pontenuovo (Latina) organizzano l’8 febbraio le loro tradizionali polentate, momenti conviviali dove la comunità si ritrova per condividere cibo e allegria.
La Polenta: Storia e Curiosità
Sapevate che la polenta come la conosciamo oggi è relativamente “giovane”? Il mais arrivò in Europa dall’America solo dopo il 1492, e prima di allora la polenta si faceva con farro, miglio, grano saraceno. Ma quando il mais conquistò le campagne del Nord Italia, tutto cambiò. La polenta gialla divenne il piatto quotidiano dei contadini, quella cosa che sfamava intere famiglie con pochi soldi.
La preparazione tradizionale richiede tempo e pazienza. Si versa la farina di mais a pioggia nell’acqua bollente salata, e poi si mescola costantemente per almeno 40-50 minuti. Il movimento deve essere sempre nella stessa direzione, con un mestolo di legno chiamato “tarello”. Quando è pronta, si rovescia sul tagliere di legno (l’asse da polenta) e si taglia con un filo. Mai con il coltello: la tradizione è tradizione.
Il Cardo Gobbo: Il Principe dell’Inverno
Se la polenta è la regina popolare, il cardo gobbo è il principe aristocratico dell’inverno. Questo ortaggio particolare, dalla forma curva e dal sapore delicato che ricorda vagamente il carciofo, è una vera delizia per palati raffinati e un prodotto che richiede cure maniacali nella coltivazione.
Festa del Cardo Gobbo di Cervia (Ravenna)
La Festa del Cardo Gobbo di Cervia è l’evento per eccellenza dedicato a questo ortaggio. Si svolge su due weekend: 24-25 gennaio e 31 gennaio-1 febbraio 2026, ma la sua coda gastronomica prosegue anche nei primi giorni di febbraio con eventi collaterali.
Il centro storico di Cervia si trasforma in un palcoscenico enogastronomico. In Piazza Garibaldi, Piazzetta Pisacane, Corso Mazzini e Viale Roma trovate mercatini dove acquistare prodotti realizzati con il cardo (conserve, sottoli, preparazioni artigianali) e stand gastronomici dove degustare le specialità: cardi fritti croccanti, crostoni con crema di cardo, primi piatti innovativi dove il cardo è protagonista, e persino dolci che incorporano questo ingrediente insolito.
La novità del 2026 è la Baita del Cardo in Piazza Garibaldi: dalle 18:30 propone aperitivi con drink e food a base di cardo. Un modo diverso e trendy di assaporare questo ortaggio, perfetto per chi vuole sperimentare.
Ma l’esperienza non si limita al weekend della festa. Il Secondo Circuito Gastronomico si sviluppa su nove serate (da gennaio a febbraio) coinvolgendo otto ristoranti sparsi tra Cervia, Cesenatico, Poggio Torriana e Roncofreddo. Ogni locale propone un menu degustazione dove il cardo viene rivisitato con sapiente innovazione. Prenotazione obbligatoria al numero 0544 976565.
Inoltre, le Officine del Sale (Via Evangelisti 2, Cervia) ospitano corsi di cucina dalle 19:00 alle 21:00 per imparare a preparare piatti tradizionali e innovativi con il cardo. Tra le date: 21 gennaio (Cardo Gobbo di Nizza Monferrato), 4 febbraio (Cardo Gobbo in pasticceria, in collaborazione con Molino Benini).
Perché il Cardo Gobbo è speciale: Il Cardo Gobbo di Cervia viene coltivato nei terreni sabbiosi di Pinarella con metodi artigianali tramandati da generazioni. La caratteristica “gobba” si ottiene piegando e legando la pianta, poi interrandola parzialmente. Questo processo, fatto completamente a mano, riduce l’amaro naturale e conferisce al cardo una dolcezza inconfondibile. Il risultato è un ortaggio versatile, depurativo, digestivo e antiossidante, riconosciuto tra i prodotti agroalimentari tipici della regione Emilia-Romagna. Nel 2024 è iniziato il percorso per inserirlo nell’Arca del Gusto di Slow Food.
Sagra del Cardo Gobbo in Piemonte
Anche il Piemonte celebra il cardo gobbo, in particolare a Incisa Scapaccino (Asti), dove si svolge la tradizionale Sagra del Cardo Gobbo, della Barbera e della Friciula. Qui il cardo viene accompagnato dalla bagna cauda e dall’ottimo vino Barbera della zona, creando un abbinamento perfetto. L’evento include anche la vendita di prodotti agricoli locali e rappresenta un’occasione per scoprire le eccellenze enogastronomiche delle Langhe.
Il Cotechino: Tradizione che Scotta
Il cotechino è molto più di un insaccato. È il simbolo del passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo (anche se la sua stagione si estende ben oltre Capodanno), è abbondanza, è quel sapore intenso che ti riempie e soddisfa. A febbraio, quando le feste sono finite ma il freddo continua, il cotechino trova ancora il suo spazio d’onore sulle tavole italiane.
6 Giorni del Cotechino ad Alberone di Cento (Ferrara)
La Sagra del Cotechino di Alberone di Cento è un’istituzione che affonda le radici nei primi anni del ‘900. L’origine si perde nel tempo, quando il cotechino veniva servito agli avventori della vecchia osteria situata al bivio per Finale Emilia, sulla via Riga Imperiale fatta costruire da Napoleone Bonaparte.
Nel 2026, i 6 Giorni del Cotechino si svolgono dal 6 al 15 febbraio, distribuiti su due weekend: 6-7-8 e 13-14-15 febbraio. Lo stand coperto e riscaldato del Centro Sportivo (Via Rossini 22/2) apre alle 19:00 nei giorni feriali, mentre la domenica è aperto solo a pranzo dalle 12:00.
Il menu è un trionfo della tradizione emiliana:
Antipasti: polenta, mariconda (gnocco fritto modenese), gnocco con salumi
Primi: Tris della casa (tortellini al tartufo, garganelli della Sagra, tortelloni di zucca al ragù), tortellini in brodo/alla panna/al tartufo, garganelli della Sagra, tortelloni di zucca al ragù, lasagne al cotechino
Secondi: Il protagonista assoluto è il cotechino tipico alberonese servito con purè, ma trovate anche salamina da sugo con purè, grigliata mista, ossa bollite di maiale, cotoletta con patatine fritte, cotoletta al tartufo, arrosto di maiale ripieno, tagliata di manzo rucola e grana
Dolci: profiterol, mascarpone, tiramisù, dolce salame, zuppa inglese, ciambella artigianale con sangue di Giuda, sorbetti
Curiosità del Guinness: Alberone di Cento detiene un primato mondiale: la produzione del cotechino più grande del mondo, 137,50 metri per 485 chili! Un record che testimonia l’orgoglio di questa comunità per il suo prodotto simbolo.
Info utili: Prenotazioni al 327.8628515 o 051.6841994, email csalberonese@gmail.com. Seguili su Facebook: Sagra del Cotechino di Alberone di Cento.
Sagra del Cotechino a Pisignano (Ravenna)
A Pisignano, frazione di Cervia, la Sagra del Cotechino si svolge il 16-17 febbraio in Piazza della Fontana. Due giornate dove i piatti a base di cotechino deliziano i partecipanti.
La serata di venerdì è dedicata allo sport con ospiti d’eccezione: i mister Alberto Zaccheroni (già allenatore di Milan, Inter e Juventus) e Alberto Bollini (allenatore della nazionale under 20 campione d’Europa e vice dell’ex ct Roberto Mancini). Un mix perfetto tra calcio e gastronomia che rende l’evento ancora più speciale.
Sagra degli Gnocchi e Cotechino a Cesinali (Avellino)
In Irpinia, Cesinali celebra il Carnevale con la tradizionale Zeza che include la Sagra degli Gnocchi e Cotechino al Sugo. Gli appuntamenti sono l’8, 14, 15 e 17 febbraio, con il gran finale martedì 17 febbraio in Piazza Enrico Cocchia.
Alle 19:30 lo Zezone Finale intorno al focarone con distribuzione di gnocchi e cotechino al sugo e vino gratis. Dopo l’esibizione della Zeza (rappresentazione teatrale popolare carica di satira e tradizione), la serata continua con VINYL GIANPY DJ. Un evento che unisce cultura popolare, musica, divertimento e buon cibo per grandi e piccoli.
Storia del Cotechino
Il cotechino nacque a Mirandola nel 1515, durante l’assedio di Papa Giulio II. Per non lasciare i maiali alle truppe nemiche, un cuoco ebbe l’idea geniale di insaccare la carne trita nei budelli, conservandola per i tempi difficili. Da quel momento d’ingegno dettato dalla necessità, nacque uno degli insaccati più amati d’Italia.
La preparazione tradizionale prevede carne di maiale (spalla, guanciale, gola) macinata grossolanamente, aromatizzata con sale, pepe, noce moscata, chiodi di garofano e insaccata in budello naturale. La cottura richiede almeno 2-3 ore a fuoco lento, bucando la pelle per evitare che scoppi. Il risultato è un insaccato morbido, succulento, perfetto con purè, lenticchie o polenta.
Itinerari Consigliati per il Turismo Enogastronomico
Itinerario 1: Weekend della Polenta (7-8 febbraio)
Giorno 1 – Sabato 7 febbraio: Partenza per Temù (Brescia). Arrivo in mattinata, sistemazione, visita ai mercatini artigianali in Piazza Pellegrinaggio. Pranzo in uno dei ristoranti del festival con menu polenta. Pomeriggio libero per passeggiate nel borgo o escursioni nelle vicinanze (la zona offre panorami spettacolari sull’Alta Valle Camonica). Alle 16:30 spettacolo del Mago Acky per le famiglie. Cena libera o al ristorante.
Giorno 2 – Domenica 8 febbraio: Colazione e check-out. Mattinata ai mercatini (dalle 10:00). Pranzo finale con polenta. Nel pomeriggio, partenza verso Ozegna (Torino) per il pranzo di chiusura del Carnevale con polenta e merluzzo (prenotazione obbligatoria). Rientro in serata.
Alternativa: Per chi preferisce restare in Piemonte tutto il weekend, il 7 febbraio potete partecipare agli eventi a Viverone e Torino, e l’8 febbraio a Ozegna.
Itinerario 2: Tour del Cardo Gobbo (31 gennaio – 4 febbraio)
Weekend 31 gennaio – 1 febbraio: Cervia per la Festa del Cardo Gobbo. Arrivo venerdì sera, sistemazione in hotel o B&B. Sabato e domenica giornate complete tra mercatini, stand gastronomici, degustazioni. La sera aperitivi alla Baita del Cardo.
Martedì 4 febbraio: Corso di cucina alle Officine del Sale sul Cardo Gobbo in pasticceria (prenotazione obbligatoria). Imparerete a usare questo ingrediente in modo innovativo e porterete a casa ricette originali.
Estensione: Se avete più giorni, prenotate una cena in uno dei ristoranti del Secondo Circuito tra Cervia e Cesenatico per assaggiare interpretazioni stellate del cardo gobbo.
Itinerario 3: La Via del Cotechino (13-17 febbraio)
Weekend 13-15 febbraio: Alberone di Cento per i 6 Giorni del Cotechino. Base a Ferrara (a soli 30 km), città d’arte patrimonio UNESCO che merita assolutamente una visita. Sera ad Alberone per le cene, domenica pranzo alla sagra.
Lunedì-Martedì 16-17 febbraio: Spostamento verso Pisignano (Ravenna) per la Sagra del Cotechino. Venerdì sera con i mister del calcio, sabato degustazioni.
Martedì 17 febbraio: Se siete in zona Campania o volete uno spostamento più lungo, finale a Cesinali (Avellino) per lo Zezone Finale con gnocchi, cotechino e vino gratis intorno al focarone.
Itinerario 4: Gran Tour febbraio (2 settimane)
Per i veri appassionati del turismo enogastronomico, ecco un itinerario completo che tocca tutte e tre le eccellenze:
Weekend 1 (31 Gen-1 Feb): Cardo Gobbo a Cervia Weekend 2 (7-8 Feb): Polenta a Temù o in Piemonte Weekend 3 (14-15 Feb): Cotechino ad Alberone di Cento + Polenta a Temù (ultimo weekend) Metà settimana (16-17 Feb): Cotechino a Pisignano
In mezzo, visite alle città d’arte della zona: Ravenna con i suoi mosaici bizantini, Ferrara rinascimentale, Brescia romana e medievale, Torino sabauda.
Consigli Pratici per Sagra-Addicted
Prenotazioni: Sempre, sempre, sempre. Specialmente per pranzi domenicali e cene del sabato sera. I posti si esauriscono rapidamente e presentarsi senza prenotazione significa rischiare di restare a bocca asciutta (letteralmente).
Vestiario: Febbraio è freddo, ma le sagre spesso si svolgono in strutture riscaldate o con bracieri all’aperto. Vestitevi a strati: fuori fa freddo, dentro si suda. Scarpe comode per camminare tra mercatini e stand.
Orari: Rispettate gli orari di apertura. Le sagre hanno tempistiche precise, soprattutto quelle domenicali che spesso aprono solo a pranzo. Arrivate in anticipo per i mercatini: le cose migliori finiscono presto.
Pagamenti: Molte sagre accettano solo contanti. Portate sempre cash con voi, anche se alcune si stanno attrezzando con POS.
Bambini: Le sagre sono family-friendly. Molte offrono animazione per i più piccoli, e i piatti tipici piacciono anche a loro (quale bambino dice no alla polenta con formaggio fuso?).
Vino e guida: Le sagre offrono spesso ottimi vini locali. Se venite in auto, designate un autista sobrio o usate mezzi pubblici/taxi. La sicurezza prima di tutto.
Souvenirs gastronomici: Approfittate dei mercatini per acquistare prodotti tipici da portare a casa. Farina per polenta, cotechini artigianali, conserve di cardo: sono regali perfetti e supportano i produttori locali.
Perché le Sagre Stagionali Contano Ancora
In un mondo sempre più globalizzato, dove puoi mangiare sushi a Biella e pizza a Tokyo, le sagre stagionali rappresentano un ancoraggio alla realtà territoriale. Sono il luogo dove la comunità si ritrova, dove i nonni tramandano ricette ai nipoti, dove si celebra non solo il cibo ma il lavoro, la terra, le stagioni.
Partecipare a una sagra nel 2026 significa fare un atto di resistenza culturale. Significa dire no all’omologazione del gusto, sì alla biodiversità alimentare. Significa sostenere economie locali, piccoli produttori, tradizioni che rischiano di sparire.
E poi, ammettiamolo: dove altro potete mangiare cotechino preparato secondo ricette centenarie, seduti accanto a gente del posto che vi racconta storie di quando erano bambini, con sottofondo di fisarmonica e profumo di legna che brucia? Non su TripAdvisor, questo è certo.
Febbraio 2026 è il mese perfetto per riscoprire l’Italia autentica, quella dei borghi, delle piazze, dei sapori veri. Polenta, cardo gobbo e cotechino vi aspettano. Il resto è solo questione di scegliere da dove partire.
Articolo pubblicato da Stiletricolore





