C’è una strada nel cuore antico di Napoli dove il tempo sembra essersi fermato al diciottesimo secolo e dove l’odore di terracotta fresca si mescola a quello di legno scolpito e colori a tempera. È via San Gregorio Armeno la strada più famosa al mondo per i presepi quella che da secoli custodisce gelosamente l’arte presepiale napoletana e che nel periodo natalizio si trasforma in un fiume umano di turisti collezionisti devoti e curiosi che vengono da ogni angolo del pianeta per ammirare e comprare le creazioni dei maestri artigiani che qui lavorano da generazioni.
Camminare lungo questa viuzza stretta appena duecento metri che collega via dei Tribunali a via San Biagio dei Librai è un’esperienza che ti catapulta in un’altra dimensione. Le botteghe si susseguono una dopo l’altra con le vetrine traboccanti di statuine, pastori, Re Magi, angeli, diavoli, scene di vita popolare napoletana, ambientazioni scenografiche che vanno dal classico al contemporaneo, dal sacro al profano. E dentro quelle botteghe lavorano artigiani le cui mani plasmano la terracotta con la stessa maestria dei loro nonni e bisnonni tramandando segreti, tecniche e passione che fanno di ogni statuina non un semplice oggetto ma un’opera d’arte.
Le Origini di una Tradizione Millenaria
La storia di San Gregorio Armeno presepi affonda le radici in tempi antichissimi molto prima che il presepe diventasse una tradizione cristiana. Già in epoca romana questa zona di Napoli era dedicata alla dea Cerere e qui si trovava un tempio dove le sacerdotesse vendevano statuette votive di terracotta che rappresentavano la dea e i suoi attributi. Quando il cristianesimo soppiantò i culti pagani, la tradizione degli artigiani della terracotta non si perse ma si trasformò adattandosi ai nuovi simboli e alle nuove storie.
Nel sedicesimo secolo San Gregorio Armeno era già famosa per le sue botteghe di figurinai che creavano statuine sacre e profane per chiese nobili e borghesi. Ma fu nel Settecento che l’arte presepiale napoletana raggiunse il suo apice diventando una delle espressioni artistiche più raffinate e ricercate dell’epoca. I nobili napoletani gareggiavano tra loro per avere i presepi più spettacolari commissionando ai migliori artigiani scene elaborate con centinaia di personaggi ambientate in ricostruzioni minuziose della Napoli settecentesca.
Il presepe napoletano non era e non è una semplice rappresentazione della Natività ma un vero e proprio teatro in miniatura dove accanto alla Sacra Famiglia ai pastori e ai Re Magi troviamo una miriade di personaggi che rappresentano la vita quotidiana del popolo napoletano. C’è il pizzaiolo con la sua pizza margherita il pescivendolo con i suoi pesci argentati il venditore di castagne la lavandaia il pastore che dorme Benino il ciabattino la zingara che legge la mano. Ogni personaggio ha un significato simbolico preciso e la loro disposizione nel presepe segue regole iconografiche complesse che i maestri presepiali conoscono alla perfezione.
I Maestri Artigiani: Custodi di un’Arte Antica
Oggi a San Gregorio Armeno lavorano alcune delle famiglie di artigiani presepiali napoletani più famose e rispettate d’Italia, dinastie che tramandano questo mestiere da quattro, cinque, sei generazioni e che hanno fatto conoscere l’arte presepiale napoletana in tutto il mondo. Entrare in una di queste botteghe storiche significa fare un viaggio nel tempo e nella maestria artigianale che resiste all’omologazione industriale.
La famiglia Ferrigno è forse la più celebre con una tradizione che risale al milleseicentosettanta. Giuseppe Ferrigno, detto Maestro Peppino, è considerato uno dei più grandi artisti presepiali viventi e le sue statuine sono esposte nei musei di tutto il mondo dalla Germania agli Stati Uniti dal Giappone al Brasile. Nella sua bottega puoi vederlo lavorare mentre modella l’argilla con gesti sicuri e rapidi frutto di una vita passata a plasmare terracotta. Ogni sua statuina è un capolavoro di espressività con volti che sembrano vivi, mani che raccontano storie, abiti che riproducono fedelmente i costumi settecenteschi.
Ferrigno crea ancora oggi seguendo il metodo tradizionale parte dall’argilla che modella a mano creando il bozzetto poi realizza lo stampo in gesso dal quale ricava le varie parti della statuina che vengono assemblate e rifinite una ad una. Dopo la cottura in forno arriva la fase della colorazione fatta rigorosamente a mano con tempere e oli seguendo tecniche antiche che danno ai personaggi quella patina e quella profondità che le statuine industriali non potranno mai avere.
Un altro maestro leggendario è Marco Ferrigno, figlio di Giuseppe, che ha portato innovazione nella tradizione creando oltre ai personaggi classici anche statuine che rappresentano personaggi contemporanei da Totò a Maradona da Papa Francesco a personaggi politici sportivi dello spettacolo. Questa contaminazione tra sacro e profano, tra antico e moderno è perfettamente napoletana e fa parte dello spirito irriverente e creativo che caratterizza la città.
La famiglia Scuotto è un’altra dinastia storica con bottega aperta dal milleottocento. Qui si tramanda di padre in figlio l’arte di creare non solo statuine ma anche le scenografie complete con borghi in miniatura fatti di sughero, legno, muschio che riproducono con incredibile realismo i vicoli di Napoli, le grotte, le fontane, le taverne. Giuseppe Scuotto è un maestro scenografo che crea ambientazioni così dettagliate che sembra di entrare fisicamente in quei mondi in miniatura.
Il Processo Creativo: Dalla Terracotta all’Opera Finita
Assistere al processo di creazione di una statuina presepiale napoletana è un privilegio che ti fa capire quanto lavoro, passione e competenza ci siano dietro ogni singolo pezzo. Tutto inizia con l’argilla, una terracotta speciale proveniente dalle cave campane che ha caratteristiche particolari di plasticità e resistenza. Il maestro prende un blocco di argilla e comincia a modellarla a mano creando prima le forme principali del corpo, poi i dettagli del volto, le mani, le pieghe degli abiti.
Ogni maestro ha il suo stile riconoscibile nel modo di rendere le espressioni del viso nel trattamento delle mani che sono fondamentali perché raccontano l’azione che il personaggio sta compiendo nella postura del corpo. Le statuine napoletane tradizionali hanno una struttura particolare: il corpo è fatto di stoppa o fil di ferro rivestito di stoffa mentre solo testa, mani e piedi sono in terracotta. Questo permette di dare movimento alle figure di piegarle, di vestirle con abiti veri in miniatura.
Gli abiti sono un capitolo a parte perché vengono realizzati con stoffe pregiate, sete, broccati, velluti, lini, tagliati e cuciti a mano seguendo i modelli dei costumi settecenteschi. Ogni personaggio ha il suo abito caratteristico il pescatore ha la camicia bianca e i pantaloni arrotolati la lavandaia ha la gonna lunga e il grembiule il nobile ha l’abito damascato con pizzi e ricami. Le donne che cuciono questi abiti in miniatura sono anch’esse artigiane specializzate che lavorano con aghi sottilissimi creando capi che hanno la stessa perfezione di quelli in scala reale.
Dopo la modellazione viene la cottura in forni speciali a temperature controllate che variano a seconda del tipo di argilla e delle dimensioni dei pezzi. La cottura è un momento delicato perché un errore di temperatura può rovinare settimane di lavoro. Una volta cotte le statuine vengono colorate a mano con tempere a cui vengono aggiunti oli e vernici per dare profondità e protezione. I colori sono stesi a strati sottili per creare sfumature che danno vita ai volti che fanno brillare gli occhi che rendono credibile la pelle.
Gli accessori sono l’ultimo tocco, quello che trasforma una bella statuina in un capolavoro. Ogni personaggio ha i suoi attrezzi del mestiere realizzati anch’essi a mano con materiali naturali: legno, metallo, terracotta. Il fornaio ha le sue pagnotte, il pescivendolo ha i suoi pesci fatti di gesso dipinto, il fruttivendolo ha ceste piene di frutta in miniatura fatta di pasta di pane colorata o di cera. Questi dettagli microscopici richiedono una pazienza infinita e una manualità straordinaria.
Le Statuine Classiche: I Personaggi Irrinunciabili
Nel presepe napoletano tradizionale ci sono personaggi fissi che non possono mai mancare, ognuno con il suo significato simbolico e la sua posizione precisa nella scena. La Sacra Famiglia ovviamente è al centro con la Madonna vestita di azzurro e bianco, San Giuseppe con il bastone e il mantello, il Bambino Gesù nella mangiatoia circondato dal bue e dall’asinello che con il loro fiato lo scaldano.
I Re Magi sono tra i personaggi più spettacolari del presepe napoletano rappresentati come principi orientali ricchissimi con abiti sontuosi, gioielli, corone e seguito di servi e cammelli carichi di doni. Gaspare Melchiorre e Baldassarre rappresentano le tre età dell’uomo e le tre razze conosciute all’epoca e portano oro, incenso e mirra, simboli di regalità, divinità e morte.
Benino è forse il personaggio più misterioso e affascinante del presepe napoletano. È il pastorello che dorme con la bocca aperta e secondo la tradizione rappresenta l’uomo che sogna il presepe stesso, cioè che sogna la venuta del Salvatore. Svegliare Benino significherebbe far scomparire il sogno e quindi il presepe, quindi deve sempre restare addormentato. Le statuine di Benino sono tra le più ricercate dai collezionisti.
Poi ci sono i pastori, ognuno con il suo dono da portare a Gesù Bambino. C’è Cicci Bacco il venditore di vino grasso e rubicondo che rappresenta l’allegria conviviale c’è Zi’ Vicienzo il contadino che porta un agnello c’è la zingara che rappresenta la profezia e il mistero c’è il monaco che rappresenta la fede c’è il pescatore simbolo dell’abbondanza. Ogni personaggio ha un nome, una storia, una funzione nel grande teatro del presepe.
Non possono mancare gli animali dal gallo che annuncia l’alba ai cani da guardia dalle pecore ai maiali dalle oche alle galline. Gli animali nel presepe napoletano sono tanti perché la Natività avviene in una stalla e perché rappresentano il mondo naturale che riconosce nel Bambino il Creatore.
Le Innovazioni: Quando la Tradizione Incontra la Contemporaneità
Una delle caratteristiche più affascinanti dell’arte presepiale napoletana è la sua capacità di rimanere fedele alla tradizione pur innovandosi continuamente. Accanto ai personaggi classici nelle botteghe di San Gregorio Armeno trovi statuine che rappresentano personaggi dell’attualità politici, calciatori, cantanti, attori, personaggi televisivi. Ogni anno escono le novità legate agli eventi e ai protagonisti del momento e i turisti fanno la fila per accaparrarsi queste statuine contemporanee.
Vedere Maradona con la maglia del Napoli accanto a un pastore settecentesco o Papa Francesco che benedice vicino a un pizzaiolo può sembrare strano, ma in realtà è perfettamente coerente con lo spirito del presepe napoletano che da sempre mescola sacro e profano antico e moderno in un continuum dove tutto convive senza contraddizioni. È un modo per mantenere viva la tradizione facendola dialogare con il presente per far capire che il messaggio del Natale è universale e riguarda tutti in ogni epoca.
Alcuni maestri hanno spinto ancora più avanti l’innovazione creando presepi tematici ambientati in scenari contemporanei. Ci sono presepi ambientati in pizzerie napoletane con il Bambino Gesù nella cucina e i Re Magi che arrivano in Vespa, presepi ambientati allo stadio San Paolo con i giocatori del Napoli che adorano il Bambino, presepi politici con i leader mondiali nelle vesti di pastori. Queste creazioni fanno discutere, dividono tra chi le considera blasfeme e chi le apprezza come espressione di creatività e ironia tipicamente napoletane, ma sicuramente mantengono viva l’attenzione sul presepe e sulla sua capacità di raccontare il tempo presente.
Il Periodo Natalizio: Quando San Gregorio Armeno Esplode di Vita
Se San Gregorio Armeno è affascinante tutto l’anno perché le botteghe sono sempre aperte e i maestri lavorano quotidianamente nel periodo natalizio da fine novembre all’Epifania, questa strada diventa letteralmente impraticabile per la folla. Arrivano migliaia di persone al giorno, napoletani che vengono a comprare i pezzi mancanti per il loro presepe di famiglia, turisti italiani e stranieri che vogliono portare a casa un ricordo autentico di Napoli, collezionisti che cercano pezzi rari e preziosi.
Le botteghe in questo periodo si trasformano in grotte di meraviglie con presepi completi esposti nelle vetrine che occupano metri quadrati interi con centinaia di statuine illuminate da lucine che creano effetti suggestivi con cascate che scorrono davvero alimentate da pompe nascoste con cieli stellati che brillano con micropunti luminosi. È uno spettacolo che incanta grandi e bambini e che fa venire voglia di comprare tutto per ricreare quella magia a casa propria.
I maestri artigiani in questo periodo lavorano dalla mattina presto fino a tarda sera per soddisfare le richieste e spesso puoi vederli nelle loro botteghe mentre modellano, dipingono, assemblano, circondati da scaffali pieni di stampi, teste, braccia, gambe in attesa di essere assemblate, stoffe, fili, pennelli, colori. Sono disponibili a spiegare il loro lavoro a mostrarti come nasce una statuina a darti consigli su come comporre il tuo presepe a raccontarti aneddoti e curiosità sulla tradizione presepiale.
Nelle sere d’Avvento San Gregorio Armeno si illumina con luminarie che attraversano la strada da un lato all’altro creando un soffitto di luci colorate. Dalle botteghe escono le note delle canzoni natalizie napoletane da Tu scendi dalle stelle a Quanno nascette Ninno e l’aria profuma di zeppole fritte, castagne arrosto, sfogliatelle appena sfornate che i venditori ambulanti offrono ai passanti. È un’atmosfera unica che mescola sacro e profano, devozione e folklore, arte e commercio in quel mix esplosivo che è l’essenza stessa di Napoli.
I Prezzi: Dall’Accessibile al Prezioso
Una domanda che molti si pongono è quanto costa una statuina presepiale napoletana autentica fatta a mano da un maestro artigiano. La risposta è che dipende dalla dimensione, dalla complessità, dal maestro che l’ha realizzata. Puoi trovare statuine semplici di piccole dimensioni a partire da dieci quindici euro perfette per chi sta iniziando a comporre il suo presepe o per chi cerca un pensierino da portare a casa.
Ma se vuoi statuine più grandi più elaborate fatte dai maestri più famosi, i prezzi salgono considerevolmente. Una statuina di trenta o quaranta centimetri realizzata da Giuseppe Ferrigno o da un altro maestro rinomato può costare diverse centinaia di euro e i pezzi davvero unici quelli che rappresentano personaggi particolari o che sono stati realizzati su commissione possono raggiungere e superare i mille euro.
I presepi completi con scenografia e decine di personaggi realizzati dai grandi maestri sono vere e proprie opere d’arte che vengono vendute a migliaia di euro e che spesso finiscono in collezioni private o in musei. Ma il bello dell’arte presepiale napoletana è che c’è spazio per tutte le tasche e che anche con un budget limitato puoi portare a casa pezzi autentici fatti a mano che avranno un valore affettivo inestimabile.
Oltre San Gregorio Armeno: Il Museo del Presepe e le Chiese
Se vuoi approfondire la conoscenza dell’arte presepiale napoletana, non puoi limitarti a San Gregorio Armeno ma devi visitare anche alcuni luoghi che conservano presepi storici di straordinaria bellezza. Il Museo Nazionale di San Martino ospita una delle collezioni di presepi settecenteschi più importanti al mondo con la celebre Cuciniello, un presepe monumentale composto da oltre settecento pezzi tra personaggi, animali e arredi che rappresenta la Napoli del Settecento in tutti i suoi aspetti.
Molte chiese napoletane nel periodo natalizio allestiscono presepi monumentali aperti al pubblico. La chiesa del Gesù Nuovo, quella di San Domenico Maggiore, quella di Santa Chiara presentano presepi spettacolari realizzati da maestri artigiani che vengono rinnovati ogni anno con scene sempre nuove. Visitare questi presepi è un modo per capire come l’arte presepiale non sia solo una tradizione popolare ma anche una forma d’arte sacra che ha accompagnato la devozione napoletana per secoli.
Il Presepe Permanente di Palazzo Reale è un’altra tappa obbligata con ambientazioni scenografiche che ricostruiscono la Napoli antica e statuine di maestri contemporanei che continuano la grande tradizione. E nella Certosa di San Martino puoi vedere anche gli stampi antichi in gesso che venivano usati dai figurinai del Settecento, veri e propri tesori che ci permettono di capire le tecniche di lavorazione di allora.
Come Comporre il Proprio Presepe Napoletano
Se dopo aver visitato San Gregorio Armeno ti è venuta voglia di comporre il tuo presepe napoletano, ecco alcuni consigli pratici. Prima di tutto decidi le dimensioni e lo spazio che hai a disposizione perché questo determinerà la grandezza delle statuine che dovrai comprare. Le statuine si misurano in centimetri di altezza e le misure standard vanno dai dieci ai quaranta centimetri.
Inizia con i personaggi essenziali: la Sacra Famiglia, i Re Magi, alcuni pastori, la capanna o la grotta. Puoi acquistare questi pezzi il primo anno e poi aggiungere ogni anno nuovi personaggi, nuove scene, nuovi dettagli arricchendo progressivamente il tuo presepe. Molte famiglie napoletane hanno presepi che si tramandano da generazioni con statuine comprate dai nonni, dai genitori e dai figli che insieme raccontano la storia della famiglia.
Per la scenografia puoi comprare elementi già fatti come casette, fontane, ponticelli, scalinate oppure puoi divertirti a costruirla tu usando materiali naturali come sughero, muschio, sassi, rami secchi. Creare la scenografia è una delle parti più creative e divertenti della composizione del presepe e coinvolgere i bambini in questa attività è un modo bellissimo per tramandare la tradizione.
Non dimenticare l’illuminazione che è fondamentale per creare l’atmosfera giusta. Usa lucine a led nascoste dietro le case o dentro le grotte per creare effetti di luce e ombra che danno profondità alla scena. E se vuoi essere davvero tradizionale aggiungi una stella cometa luminosa sopra la capanna e una cascata o una fontana con acqua vera che scorre azionata da una piccola pompa.
L’Arte che Resiste e Si Rinnova
San Gregorio Armeno e i suoi maestri artigiani presepiali napoletani rappresentano un esempio straordinario di come un’arte antica possa resistere alla modernità senza snaturarsi rimanendo fedele alle tecniche tradizionali ma aprendosi anche all’innovazione e alla contaminazione con il contemporaneo. In un mondo dove tutto è industriale standardizzato omologato, queste botteghe sono oasi di autenticità dove il lavoro delle mani conta più delle macchine dove ogni pezzo è unico e irripetibile dove il tempo necessario per creare non viene compresso ma rispettato.
Visitare San Gregorio Armeno significa fare un viaggio nel tempo e nell’anima di Napoli, città dove il sacro e il profano convivono senza contraddizioni, dove l’arte è parte della vita quotidiana, dove la creatività esplode in ogni angolo. E portare a casa una statuina presepiale napoletana significa portare con sé un pezzo di questa anima, un frammento di bellezza che ogni Natale ti ricorderà che ci sono ancora luoghi dove l’arte si fa con il cuore e con le mani.
Articolo pubblicato da Stiletricolore





